mercoledì 13 agosto 2014

Sedimenti inquinati

Questa immagine ci porta a capire che il letto di qualsiasi canale di sfogo del fiume Sarno è una mescola di sedimenti inquinati e che prima di essere rimossi si dovrebbe individuare dove andarli a trattare con cautela e non mettendolo sulle rive del fiume come hanno fatto per l'ennesima volta che con le prime piogge poi si riversa di nuovo all'interno.
Nella foto si vede che l'acqua è pulita, in effetti è quello che deriva dal fiume Sarno come canale di sfogo e passando sotto il letto dell'alveo nocerino si immette nel famoso Sguazzatoio (un'altro canale di sfogo) che poi a sua volta si immette di nuovo nel Sarno più a valle, in zona Scafati.

Osservate attentamente il sedimento a macchia scura, quello quando viene rimosso ha una puzza nauseabonda che di sicuro quel sedimento nel tempo avrà incorporato tutte le cattiverie sversate dall'uomo.

Una bonifica del genere non può essere effettuata come stanno facendo, scavando oltre un paio di metri in lungo e in largo ma bensì un lavoro di dragaggio più accurato, dapprima a pelo con un massimo di 50 cm di profondità per evitare pure di entrare in qualche falda acquifera e portandolo in discariche autorizzate e poi scavare fino a livello convenzionale ma questo trattamento lo si deve fare dopo aver ripristinato tutto il reticolato fognario confluendo tutti i reflui verso la depurazione e solo dopo pensare ad un giusto dragaggio.
Dobbiamo chiederci tutti i cittadini; che scopo ha di pulire il fiume Sarno se poi continuiamo a sversare reflui di paesi/città all'interno quando poi manca poco il finimento della grande struttura che è il reticolato fognario costatoci fino adesso 880 miliardi di vecchie lire?

lunedì 11 agosto 2014

Politiche dal Basso................. (Cittadini Attivi)

Una buona politica Cittadina inizia dal proprio territorio. 
Vi riporto una delle mie intenzioni, in cui già da un po di tempo cerco attraverso associazioni per immettere un'opera molto importante per la nostra Cittadina Marzanese e che possono usufruirne anche Cittadini di zone limitrofe.
Poiché abbiamo molti casi di Bambini e ragazzi diversamente Abili in cui i genitori restano fuori dalla società civile per il semplice fatto che dovono accudire questi meravigliosi ragazzi, ci sono dei casi in cui le mamme aspettano il marito che torna dal lavoro per andare a fare una semplice doccia che non hanno potuto fare perché non possono lasciare nemmeno un'attimo da soli il suo amatissimo bambino e poi anche perché io penso che chissà quanto pianto si fanno questi genitori alla nostra insaputa, ma come delle belle persone non ce lo dimostrerebbero mai, restando con il loro problema.
Ho parlato con due associazioni Marzanesi e ho scelto loro perché hanno tutte le prerogative per farlo, Un'associazione si interessa di Arte in cui il promotore è un professore in materia e insegna pure in un'istituto scolastico quindi sarebbe ideale.
La prerogativa dell'altra associazione è la Natura in cui affronta tutte le tematiche che possano riguardare la nostra Madre terra.
Perché ho scelto questo posto ; Villa de Tilla ha tutti i confort per mettere in atto questa idea così importante che bisognerebbe solo chiedere all'amministrazione comunale tale spazio in cui già è custodito da dei volontari e con le due associazioni in campo si inizierebbe un percorso per questi ragazzi che potrebbero usufruire di tale spazio, tra "Natura & Arte" che si metterebbe in atto nel casotto esistente guarnendolo in laboratorio d'arte.
Tale sala servirebbe a far respirare un po' questi genitori che adesso che siamo in primavera e ognuno a qualsiasi ora potrà entrare e formare una società migliore attraverso il suo bambino.
Questo percorso si dovrebbe fare con un rapporto almeno (2 a 1) perchè includendo ragazzi sani in mezzo ai diversamente abili inizieremo un percorso di società migliore e rispettosa tra i cittadini stessi.
Io verbalmente ne ho parlato prima con i due promotori delle associazioni e poi con il sindaco in persona che mi è sembrato quasi concorde all'idea.
Prima ancora ho parlato con alcuni di questi genitori e sono rimasti entusiasti e nel guardare i loro occhi mi è sembrato che lo volessero subito e che sono disposti a tutto per realizzare tale opera che se i nostri amministratori ci metteranno il loro volere  potrebbe avverarsi in poco tempo perché come dicevo prima la struttura in sé è agibile quasi del tutto.

giovedì 2 gennaio 2014

Perché il reddito di cittadinanza e a cosa serve.

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Al giorno d’oggi sappiamo come, creare lavoro per tutti , sia diventato una chimera e se pure qualcuno vorrebbe immaginare che da domani mattina tutti insieme ci mettessimo d’accordo per crearlo,non riusciremmo nell’intento neanche per i prossimi 4/5 anni. Ed è proprio su questo che noi dobbiamo riflettere,iniziando a ragionare un attimino al contrario di come stiamo facendo oggi.
Il reddito di cittadinanza serve principalmente per comprare qualcosa da mangiare e pagare quanto meno i beni di prima necessità che sono Gas Acqua ed Energia Elettrica.
Molte persone pensano che,così facendo, si possa dare assistenzialismo, inducendole ,di conseguenza, a non lavorare più,ma se ci ragioniamo per bene possiamo vedere con un’altra ottica il reddito di cittadinanza. Vi renderete conto che può servire a dare un inizio alla spesa corrente, con quei soldi che non derivano da tasse ma semplicemente da tagli agli stipendi d’oro, dai tagli delle pensioni d’oro e oserei dire dai tagli alla spesa anche degli F35. Queste spese folli sono effettuate già con soldi che escono dalle nostre tasche e ,se li gestiamo e li ridistribuiamo per bene,diventano  una aiuto alla spesa corrente giornaliera.
Ragionando sempre nella stessa ottica, il reddito di cittadinanza diventa automaticamente un bene di garanzia per la persona che lo percepisce.

Un esempio :
fate conto che un artigiano o un esercente, che per forza ha dovuto chiudere l’attività o sta per chiuderla, percependo tale reddito e volendo questo reinvestire facendo domanda di fondi per un continuo nell’attività, può fare richiesta dei Fondi che gli servono per un nuovo progetto riguardante sempre la sua attività. In questo modo può accettare di congelare il suo personale reddito tenendolo fermo e quantificandolo  mese per mese fino a formare una garanzia nel tempo per il fondo percepito del nuovo progetto. Se l’attività inizia a progredire, il reddito viene esaminato e tolto del  70% della quota congelata, restituedo all’imrenditore quel 30% in fondo da scorporare in contributi per gli operai, a patto che assume altri dipendenti. Se in tal caso la ripresa dell’attività non volesse trovare i suoi frutti e l’esercente fermerebbe di nuovo l’attività , allora dal fondo accumulato del reddito congelato, darebbe un’anticipo del 70% per i fondi presi e percepirebbe il 30% in soldi per farlo ristabilire. Il pagamento dei fondi presi si calcolerebbe in una rata mensile da 100/150.00 € dal reddito di cittadinanza che gli verrebbe ricalcolato in modo tale da garantire la sopravvivenza del cittadino fino al momento in cui  l’ufficio di collocamento di competenza , non riesca a procurargli una nuova occupazione.

Signori, queste sono parole non studiate sui libri , ma apprese in strada,tocando con mano le mille difficoltà quotidiane e scontrandosi costantemente con i disagi e le situazioni inumane che per anni voi,con soprusi e le ruberie e gli inciuci,avete creato.