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Il reddito di cittadinanza serve principalmente per comprare qualcosa da mangiare e pagare quanto meno i beni di prima necessità che sono Gas Acqua ed Energia Elettrica.
Molte persone pensano che,così facendo, si possa dare assistenzialismo, inducendole ,di conseguenza, a non lavorare più,ma se ci ragioniamo per bene possiamo vedere con un’altra ottica il reddito di cittadinanza. Vi renderete conto che può servire a dare un inizio alla spesa corrente, con quei soldi che non derivano da tasse ma semplicemente da tagli agli stipendi d’oro, dai tagli delle pensioni d’oro e oserei dire dai tagli alla spesa anche degli F35. Queste spese folli sono effettuate già con soldi che escono dalle nostre tasche e ,se li gestiamo e li ridistribuiamo per bene,diventano una aiuto alla spesa corrente giornaliera.
Ragionando sempre nella stessa ottica, il reddito di cittadinanza diventa automaticamente un bene di garanzia per la persona che lo percepisce.
Un esempio :
fate conto che un artigiano o un esercente, che per forza ha dovuto chiudere l’attività o sta per chiuderla, percependo tale reddito e volendo questo reinvestire facendo domanda di fondi per un continuo nell’attività, può fare richiesta dei Fondi che gli servono per un nuovo progetto riguardante sempre la sua attività. In questo modo può accettare di congelare il suo personale reddito tenendolo fermo e quantificandolo mese per mese fino a formare una garanzia nel tempo per il fondo percepito del nuovo progetto. Se l’attività inizia a progredire, il reddito viene esaminato e tolto del 70% della quota congelata, restituedo all’imrenditore quel 30% in fondo da scorporare in contributi per gli operai, a patto che assume altri dipendenti. Se in tal caso la ripresa dell’attività non volesse trovare i suoi frutti e l’esercente fermerebbe di nuovo l’attività , allora dal fondo accumulato del reddito congelato, darebbe un’anticipo del 70% per i fondi presi e percepirebbe il 30% in soldi per farlo ristabilire. Il pagamento dei fondi presi si calcolerebbe in una rata mensile da 100/150.00 € dal reddito di cittadinanza che gli verrebbe ricalcolato in modo tale da garantire la sopravvivenza del cittadino fino al momento in cui l’ufficio di collocamento di competenza , non riesca a procurargli una nuova occupazione.
Signori, queste sono parole non studiate sui libri , ma apprese in strada,tocando con mano le mille difficoltà quotidiane e scontrandosi costantemente con i disagi e le situazioni inumane che per anni voi,con soprusi e le ruberie e gli inciuci,avete creato.
